
Trust and Check Trader: la nuova frontiera del sistema doganale europeo
Una nuova figura al centro del sistema doganale europeo: il Trust and Check Trader.
Nuove regole. Nuovi requisiti.
Con la riforma del Codice Doganale dell’Unione Europea (CDU), approvata dal Consiglio UE nel giugno 2025 e attualmente all’esame del Parlamento Europeo, il sistema doganale europeo si prepara a una trasformazione strutturale, non a un semplice aggiornamento normativo.
Al centro di questa evoluzione emerge un nuovo paradigma: non più operatori che si limitano ad adempiere, ma soggetti la cui affidabilità è certificata e riconosciuta dal sistema stesso.
Cos’è il Trust and Check Trader e perché è strategico
Il Trust and Check Trader rappresenta una figura chiave nel nuovo assetto doganale europeo. Si tratta di operatori economici che, grazie a competenze verificate e sistemi di compliance solidi, potranno beneficiare di:
- Accesso prioritario alle procedure doganali
- Semplificazione dei controlli
- Riduzione dei tempi e dei costi operativi alle frontiere
- Maggiore affidabilità reputazionale nei mercati internazionali
Questi vantaggi non saranno concessi automaticamente, ma saranno il risultato diretto di:
- processi interni tracciabili
- governance doganale strutturata
- competenze professionali certificate
Una selezione basata sulla competenza
La riforma non innalza gli standard in modo uniforme, ma introduce un modello selettivo.
Le imprese e i professionisti si divideranno in due categorie:
Operatori qualificati
- Accesso al nuovo sistema
- Vantaggi competitivi concreti
- Minori controlli e maggiore autonomia
Operatori non qualificati
- Regime di controllo rafforzato
- Verifiche più frequenti e onerose
- Maggiore esposizione a rischi operativi
Il discrimine sarà chiaro: la presenza di un Responsabile delle questioni doganali con competenze dimostrabili e un sistema di compliance efficace.
Il contesto normativo e geopolitico: perché adeguarsi subito
La riforma del CDU si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione del commercio internazionale:
- Programma Dogana 2040: digitalizzazione e Data Hub europeo per l’analisi del rischio
- CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) operativo dal 2026
- Rafforzamento di export control e regimi sanzionatori
- D.Lgs. 141/2024: nuovi standard minimi di competenza
- Circolare ADM 25/2025: requisiti formativi più elevati
A questi elementi si aggiunge uno scenario geopolitico instabile:
- tensioni tariffarie
- riorganizzazione delle supply chain
- volatilità delle rotte commerciali
In questo contesto, la competenza doganale diventa un asset strategico, non più un supporto operativo.
Responsabile delle Questioni Doganali: la figura chiave
Il nuovo sistema ruota attorno a una figura professionale ben definita: il Responsabile delle Questioni Doganali ai fini AEO.
Sarà questo ruolo a determinare:
- l’accesso allo status di operatore affidabile
- la qualità della compliance aziendale
- la capacità dell’impresa di operare senza attriti nel commercio internazionale
La formazione necessaria per accedere al nuovo sistema
Il percorso di Alta Formazione per Responsabile delle Questioni Doganali rappresenta oggi lo strumento più diretto per adeguarsi ai nuovi requisiti.
Caratteristiche principali:
- 200 ore di formazione specialistica
- Accreditamento Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
- Riferimenti normativi: art. 39 CDU e art. 27 Reg. (UE) 2447/2015
- Esame finale con funzionario ADM
- Qualifica professionale riconosciuta
Competenze acquisite:
- normativa doganale unionale
- origine, classificazione e valore delle merci
- regimi e procedure doganali
- contenzioso e accertamento
- accordi internazionali
Ciò che fa la differenza è il metodo: trasformare la normativa in processi operativi concreti e integrare la dogana nelle decisioni strategiche aziendali.
Conclusione: la competenza non è più un vantaggio, ma un prerequisito
Nel nuovo scenario europeo, la competenza doganale qualificata non rappresenterà più un elemento distintivo.
Diventerà un requisito minimo per operare.
Chi si preparerà in anticipo potrà accedere ai benefici del sistema Trust and Check Trader. Chi non lo farà, si troverà a operare in un contesto più rigido, più costoso e meno competitivo.
Riferimenti normativi e tecnici
- Reg. (UE) 952/2013 — Codice Doganale dell’Unione (art. 39)
- Reg. (UE) 2447/2015 (art. 27)
- D.Lgs. 141/2024
- Circolare ADM 25/2025
- Proposta Riforma Unione Doganale — Consiglio UE, giugno 2025
- Programma Dogana 2040
- Reg. (UE) 2023/956 — CBAM