Respirare il Tempo

Ritrovare ritmo, lucidità e presenza nella velocità organizzativa.


Descrizione dell’experience

Un’esperienza immersiva dedicata al rapporto tra tempo, energia e presenza nei contesti organizzativi ad alta intensità. Un percorso che invita a rallentare lo sguardo, riconoscere i propri automatismi ritrovando lucidità dentro la velocità quotidiana. 

Dal ritmo del lavoro al ritmo del respiro, la giornata ha accompagnato i partecipanti a scoprire che il tempo non è solo qualcosa da gestire, ma uno spazio da abitare con maggiore consapevolezza. 

Informazioni dell’experience

Struttura e durata: Una giornata Full-Experience

Destinatari: Manager, HR e Responsabili delle aziende del territorio campano

Formatori:

  • Mario Testa, Professore di Management, Coach ICF ed esperto di Business Ethics, Emotional Skills, Lean Production e Six Sigma.  

  • Mike Mariccampione mondiale di Apnea. esperto di respirazione, performance e allenamento della consapevolezza attraverso il respiro.


Location: Hotel Cetus – Cetara


I dettagli dell’experience


Il percorso si è concentrato su tre obiettivi principali:  

  • Far emergere una nuova consapevolezza del tempo, non solo come agenda da organizzare, ma come esperienza viva che attraversa corpo, mente, relazioni e processi di lavoro.

  • Accompagnare i partecipanti in una rilettura trasversale del proprio ritmo, osservando come urgenze, decisioni e automatismi influenzino energia, lucidità e qualità dell’azione. 

  • Allenare presenza e  centratura, trasformando il respiro e l’ascolto di sé in strumenti concreti per abitare meglio la complessità, proteggere attenzione e generare performance più sostenibile.

Il workshop Respirare il Tempo si è sviluppato lungo due direttrici complementari: da un lato la lettura del tempo nei contesti organizzativi, dall’altro l’esperienza del respiro come strumento di presenza e autoregolazione. 

La prima parte della giornata è stata dedicata al tempo dell’organizzazione: un tempo sempre più frammentato, denso di stimoli, attraversato da urgenze, decisioni rapide e continue richieste di efficienza. I partecipanti sono stati guidati a osservare come processi, abitudini, automatismi e modelli di lavoro influenzino attenzione, energia, collaborazione e capacità di restare lucidi nella complessità. 

Questa fase ha permesso di far emergere una consapevolezza centrale: il tempo non è solo una questione individuale, ma una dimensione che attraversa l’intero sistema aziendale. Il modo in cui si lavora, si decide, si comunica e si rincorrono le priorità può generare valore, ma anche dispersione, saturazione e fatica. 

Nel pomeriggio, il workshop si è spostato su una dimensione più personale e corporea, cambiando anche scenario: dall’aula alla spiaggia. Il passaggio non è stato solo logistico, ma esperienziale. L’ambiente aperto, il contatto con il mare e il ritmo naturale del luogo hanno creato le condizioni per accompagnare i partecipanti a percepire il tempo in modo diverso: meno come sequenza di attività e più come ascolto, presenza e respiro. 

In questo contesto si è inserita l’esperienza guidata da Mike Maric, che ha accompagnato i partecipanti in esercizi di respirazione pensati per lavorare sulla consapevolezza del corpo, sulla gestione della tensione e sulla possibilità di rallentare senza perdere efficacia. Dopo aver osservato il tempo attraverso l’organizzazione e i processi, i partecipanti sono stati invitati a sentirlo dall’interno: nel respiro, nel ritmo, nella capacità di creare uno spazio tra ciò che accade e il modo in cui si sceglie di rispondere. 

Il contributo di Mike Maric ha rappresentato il naturale completamento del percorso: se la prima parte ha aiutato a comprendere dove nasce la pressione, la seconda ha mostrato come attraversarla con maggiore lucidità, presenza e padronanza.  

Il workshop ha così integrato consapevolezza organizzativa e consapevolezza personale, offrendo ai partecipanti una chiave concreta per proteggere energia, attenzione e qualità della risposta nei momenti ad alta intensità.
L’esperienza ha adottato un approccio attivo e riflessivo, costruito per portare i partecipanti oltre la semplice comprensione dei contenuti. Il tempo non è stato spiegato come concetto astratto, ma fatto emergere come esperienza concreta: qualcosa che si manifesta nei processi, nelle decisioni, nella pressione quotidiana, nelle relazioni e nel corpo. 

Il valore metodologico del workshop è nato dall’integrazione di più livelli di apprendimento: la riflessione manageriale, la metafora esperienziale, il confronto guidato, il cambio di scenario e la consapevolezza corporea. L’aula ha permesso di leggere il tempo come fenomeno organizzativo; la dimensione esperienziale ha reso visibili automatismi, urgenze e modalità di reazione; il passaggio alla spiaggia ha aperto uno spazio più intimo e sensoriale, in cui il ritmo del corpo e quello dell’ambiente sono diventati parte stessa dell’apprendimento. 

In questa prospettiva, il coinvolgimento di Mike Maric ha rappresentato uno snodo centrale del percorso: non un intervento tecnico sulla respirazione, ma il momento in cui la formazione è diventata esperienza incarnata. Attraverso il respiro, i partecipanti hanno potuto riconoscere nel corpo ciò che spesso vivono mentalmente: tensione, accelerazione, fatica, bisogno di controllo, ma anche possibilità di pausa, presenza e recupero della lucidità.  

Il workshop ha così trasformato l’apprendimento in un’esperienza trasversale, capace di unire organizzazione e persona, pensiero e corpo, performance e sostenibilità.
Il workshop ha generato un impatto concreto perché ha lavorato su ciò che spesso resta invisibile nella quotidianità professionale: il modo in cui le persone vivono la pressione, consumano energia, reagiscono alle urgenze e cercano di mantenere lucidità dentro contesti complessi. 

I partecipanti hanno acquisito una maggiore consapevolezza del proprio ritmo di lavoro, riconoscendo i momenti in cui la velocità diventa dispersione, la produttività si trasforma in saturazione e l’efficienza rischia di perdere contatto con il valore reale delle azioni. 

L’esperienza ha inoltre offerto strumenti immediatamente trasferibili nella quotidianità: una lettura più chiara delle proprie dinamiche di stress, un nuovo linguaggio per parlare di tempo ed energia nei contesti organizzativi e pratiche di respirazione utili a creare pause intenzionali nei momenti ad alta intensità. 

Il risultato più significativo è stato l’integrazione tra consapevolezza organizzativa e padronanza personale: i partecipanti sono stati accompagnati a comprendere non solo dove nasce la pressione, ma anche come attraversarla con maggiore presenza, equilibrio e capacità di scelta.

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