
From Vision to Action per Hubitat
Percorsi strategici per creare una visione condivisa.
Descrizione dell’experience
Tre giornate per raggiungere un obiettivo: mettere la vision di Hubitat al centro, guardarla da prospettive diverse e tradurla in scelte quotidiane.
In aula, senior e junior hanno lavorato fianco a fianco per dare forma a un linguaggio comune: valori, motivazioni, priorità, comportamenti osservabili. Non in teoria, ma in dinamiche reali, guidate e poi rilette insieme: quelle che, in azienda, determinano collaborazione, decisioni
e qualità delle relazioni.
Il percorso ha fatto emergere ciò che spesso resta implicito: che cosa ci unisce, come vogliamo lavorare e quali “regole del gioco” rendono possibile crescere insieme. Il risultato non è stato solo maggiore chiarezza, ma un allineamento concreto: un gruppo che sa riconoscersi, cooperare e orientarsi verso obiettivi futuri più condivisi e sostenibili.
In aula, senior e junior hanno lavorato fianco a fianco per dare forma a un linguaggio comune: valori, motivazioni, priorità, comportamenti osservabili. Non in teoria, ma in dinamiche reali, guidate e poi rilette insieme: quelle che, in azienda, determinano collaborazione, decisioni
e qualità delle relazioni.
Il percorso ha fatto emergere ciò che spesso resta implicito: che cosa ci unisce, come vogliamo lavorare e quali “regole del gioco” rendono possibile crescere insieme. Il risultato non è stato solo maggiore chiarezza, ma un allineamento concreto: un gruppo che sa riconoscersi, cooperare e orientarsi verso obiettivi futuri più condivisi e sostenibili.
Informazioni dell’experience
Struttura e durata: 3 giornate in presenza - 24h di formazione
Destinatari: 16 risorse di Hubitat
Formatore: Massimiliano Linguiti, Mario Testa
Location: Sede Virvelle - Via Vocca 17, Salerno.
Destinatari: 16 risorse di Hubitat
Formatore: Massimiliano Linguiti, Mario Testa
Location: Sede Virvelle - Via Vocca 17, Salerno.









I dettagli dell’experience
Il percorso formativo ha avuto l’obiettivo di accompagnare le persone nel passaggio dalla comprensione della vision alla sua applicazione concreta nel lavoro quotidiano.
Gli obiettivi generali:
Gli obiettivi generali:
- Rafforzare la coesione del team, sviluppando fiducia reciproca, collaborazione e qualità delle relazioni, anche tra ruoli e generazioni diverse, e valorizzando il contributo e le competenze individuali;
- Esplicitare una vision condivisa tra figure senior e junior, favorendo allineamento, coerenza e senso di direzione comune;
- Trasformare la vision in azioni osservabili, identificando comportamenti, pratiche e scelte operative coerenti con la direzione futura, sostenendo una partecipazione attiva al percorso aziendale;
- Rendere espliciti valori e motivazioni aziendali, aiutando i partecipanti a comprendere il “perché” che guida scelte, priorità e comportamenti, creando uno spazio di confronto utile a far emergere punti di vista, bisogni e contributi differenti.
Giorno 1 – Massimiliano Linguiti.
Si parte da una domanda implicita: “Chi siamo, davvero, quando smettiamo di parlare solo per ruolo?”
Attraverso domande mirate e confronti guidati, i partecipanti si sono riconosciuti nelle differenze e nelle somiglianze, costruendo le prime coordinate comuni. Gli strumenti didattici hanno aiutato a leggere lo stato dell’organizzazione e a individuare i comportamenti
che fanno la differenza quando si vuole evolvere.
È qui che si prepara il terreno: un linguaggio comune che rende possibile fiducia e appartenenza.
Giorno 2 – Massimiliano Linguiti.
Una visione condivisa richiede solidità e cooperazione attiva. La seconda giornata è stata dedicata alla definizione delle regole e delle dinamiche che rendono possibile la crescita collettiva. Il team è stato chiamato a definire le “regole del gioco” necessarie per evolvere insieme, attraverso simulazioni decisionali e momenti
di confronto strutturato. Il cuore dell’esperienza è stato il laboratorio “La Città del Futuro”: una costruzione progettuale in cui i partecipanti hanno immaginato lo sviluppo di diversi “quartieri”, costruendoli e integrandoli in una visione unitaria. La costruzione è diventata così un impegno concreto, attraverso cui la prospettiva individuale si è fusa in un progetto comune, generando responsabilità condivisa e orientamento strategico. È in passaggi come questo che la collaborazione smette di essere un’intenzione e diventa struttura: un modo condiviso di decidere, costruire e crescere insieme.
Giorno 3 – Mario Testa.
La terza e ultima giornata ha segnato il passaggio più concreto: dalla visione all’organizzazione. Guidati dal docente Mario Testa, i partecipanti hanno esplorato le competenze chiave, i valori e la mission, mettendo a fuoco ciò che rende quella visione praticabile nel lavoro quotidiano. Il percorso si è concentrato sulla distinzione tra conoscenze, capacità e comportamenti osservabili, utilizzando schede di mappatura pensate per leggere con maggiore consapevolezza il capitale umano. In questo quadro si è inserito il modello dell’iceberg delle competenze, che ha ampliato lo sguardo sulle dimensioni meno visibili, e spesso più decisive, che orientano
l’agire professionale.
A seguire, l’attività esperienziale con i LEGO ha favorito un passaggio ulteriore: uscire dal linguaggio formale per rendere tangibili stili, significati e motivazioni personali. La restituzione finale ha dato forma a una consapevolezza condivisa dei punti di forza individuali e collettivi, rafforzando il patrimonio valoriale che sostiene e orienta l’azienda. Alla fine, non resta solo un ricordo “di belle giornate”: resta un team che ha visto le proprie dinamiche in azione, ha costruito un’immagine condivisa del futuro e ha definito un impianto operativo fatto di ruoli, competenze, valori e comportamenti. E soprattutto resta un patto: un accordo concreto su come lavorare insieme per rendere la vision una pratica quotidiana.
Si parte da una domanda implicita: “Chi siamo, davvero, quando smettiamo di parlare solo per ruolo?”
Attraverso domande mirate e confronti guidati, i partecipanti si sono riconosciuti nelle differenze e nelle somiglianze, costruendo le prime coordinate comuni. Gli strumenti didattici hanno aiutato a leggere lo stato dell’organizzazione e a individuare i comportamenti
che fanno la differenza quando si vuole evolvere.
È qui che si prepara il terreno: un linguaggio comune che rende possibile fiducia e appartenenza.
Giorno 2 – Massimiliano Linguiti.
Una visione condivisa richiede solidità e cooperazione attiva. La seconda giornata è stata dedicata alla definizione delle regole e delle dinamiche che rendono possibile la crescita collettiva. Il team è stato chiamato a definire le “regole del gioco” necessarie per evolvere insieme, attraverso simulazioni decisionali e momenti
di confronto strutturato. Il cuore dell’esperienza è stato il laboratorio “La Città del Futuro”: una costruzione progettuale in cui i partecipanti hanno immaginato lo sviluppo di diversi “quartieri”, costruendoli e integrandoli in una visione unitaria. La costruzione è diventata così un impegno concreto, attraverso cui la prospettiva individuale si è fusa in un progetto comune, generando responsabilità condivisa e orientamento strategico. È in passaggi come questo che la collaborazione smette di essere un’intenzione e diventa struttura: un modo condiviso di decidere, costruire e crescere insieme.
Giorno 3 – Mario Testa.
La terza e ultima giornata ha segnato il passaggio più concreto: dalla visione all’organizzazione. Guidati dal docente Mario Testa, i partecipanti hanno esplorato le competenze chiave, i valori e la mission, mettendo a fuoco ciò che rende quella visione praticabile nel lavoro quotidiano. Il percorso si è concentrato sulla distinzione tra conoscenze, capacità e comportamenti osservabili, utilizzando schede di mappatura pensate per leggere con maggiore consapevolezza il capitale umano. In questo quadro si è inserito il modello dell’iceberg delle competenze, che ha ampliato lo sguardo sulle dimensioni meno visibili, e spesso più decisive, che orientano
l’agire professionale.
A seguire, l’attività esperienziale con i LEGO ha favorito un passaggio ulteriore: uscire dal linguaggio formale per rendere tangibili stili, significati e motivazioni personali. La restituzione finale ha dato forma a una consapevolezza condivisa dei punti di forza individuali e collettivi, rafforzando il patrimonio valoriale che sostiene e orienta l’azienda. Alla fine, non resta solo un ricordo “di belle giornate”: resta un team che ha visto le proprie dinamiche in azione, ha costruito un’immagine condivisa del futuro e ha definito un impianto operativo fatto di ruoli, competenze, valori e comportamenti. E soprattutto resta un patto: un accordo concreto su come lavorare insieme per rendere la vision una pratica quotidiana.
L’approccio didattico è esperienziale e trasformativo, non si limita a spiegare “come si fa”, ma fa accadere dinamiche reali. È da lì che si lavora, attraverso debrief guidati, per trasformare ciò che emerge in consapevolezza, e poi in scelte operative. Laboratori, metafore concrete e learning by doing rendono tangibile la visione e creano un contesto che assomiglia alla realtà quotidiana. Lavorando insieme, i partecipanti costruiscono un linguaggio comune e chiudono ogni sessione con impegni concreti, immediatamente trasferibili nel lavoro.
Il percorso formativo non ha lasciato solo contenuti: ha lasciato un modo diverso di guardarsi e di lavorare insieme.
Al termine, c’è un team che sa riconoscersi e orientarsi intorno a una vision comune, perché ha visto le proprie dinamiche in azione e le ha trasformate in scelte più consapevoli. Resta anche un’immagine condivisa del futuro, una sorta di bussola rapida da riprendere quando serve riallinearsi. Ma soprattutto resta ciò che fa davvero la differenza nel quotidiano: un impianto operativo fatto di competenze, ruoli, valori e mission. Gli elementi che, quando mancano, rendono tutto più faticoso e meno coordinato. A chiusura del percorso, i partecipanti hanno messo nero su bianco un “patto organizzativo”: un riferimento comune che raccoglie competenze, valori, priorità e comportamenti utili a sostenere la crescita aziendale.
Al termine, c’è un team che sa riconoscersi e orientarsi intorno a una vision comune, perché ha visto le proprie dinamiche in azione e le ha trasformate in scelte più consapevoli. Resta anche un’immagine condivisa del futuro, una sorta di bussola rapida da riprendere quando serve riallinearsi. Ma soprattutto resta ciò che fa davvero la differenza nel quotidiano: un impianto operativo fatto di competenze, ruoli, valori e mission. Gli elementi che, quando mancano, rendono tutto più faticoso e meno coordinato. A chiusura del percorso, i partecipanti hanno messo nero su bianco un “patto organizzativo”: un riferimento comune che raccoglie competenze, valori, priorità e comportamenti utili a sostenere la crescita aziendale.
