Il nuovo ruolo del Project Manager: come affrontare il cambiamento durante l’emergenza COVID-19

La pandemia che tutti noi stiamo ormai combattendo da più di un anno ha cambiato il mondo intero così come eravamo abituati a conoscerlo e viverlo, costringendo milioni di aziende a ripensare e rinnovare il proprio approccio al lavoro. L’impatto più significativo lo si nota in termini di come le aziende avviano i progetti e mantengono gli obiettivi di produttività, operando da remoto.

Qual è il nuovo ruolo del PM oggi?

Il Project Manager di oggi deve imparare a padroneggiare i nuovi sistemi basati sulla tecnologia, vincere le sfide che egli stesso, insieme ai membri del team e del progetto, devono continuamente affrontare magari a distanza, lavorando da casa.
Risulta, dunque, necessario ed indispensabile sia un’ottimizzazione di quelle che sono le capacità di comunicazione e sia della capacità di valutazione e analisi di un progetto a distanza. Quella che sta avvenendo è, difatti, una vera e propria rivoluzione che in un certo senso ripropone il professionista, inteso come persona e non esclusivamente come tecnico, al centro del progetto. Tale rivoluzione appare evidente, di conseguenza, anche nella formazione che viene proposta da qualche mese a questa parte ai professionisti che desiderano approfondire le loro competenze manageriali: le competenze trasversali che venivano introdotte all’interno di un percorso formativo di Project Management apparivano quasi come un orpello, un qualcosa di cui poter fare a meno, a vantaggio dei tecnicismi propri della professione. Oggi, fortunatamente, la situazione sta cambiando, insieme all’offerta formativa che offre al professionista un insieme di apprendimenti che tengono in considerazione le abilità meramente tecnico e professionale quanto quello individuale e personale, garantendo che l’azienda in cui egli stesso offre il proprio contributo non solo sopravviva all’emergenza sanitaria, ma ne emerga ancora più forte di prima.

Le quattro chiavi del successo

1) Comunicazione

Lavorare da remoto è, per molti, diventata la nuova normalità. Per garantire che tutte le parti interessate rimangano motivate durante questa emergenza, ogni Project Manager dovrà disporre di capacità di comunicazione efficaci che funzionino su una varietà di piattaforme di comunicazione, tra cui e-mail, messaggistica, video, software di gestione del progetto e voce.

2) Competenze Tecnologiche

La tecnologia ha ulteriormente rivoluzionato il mondo di lavoro durante la pandemia. Continua a cambiare a un ritmo rapido. Stiamo iniziando a capire il valore ed il potenziale dell’intelligenza artificiale (AI) all’interno della gestione di un progetto e si prevede che questa tecnologia sarà in grado di risparmiare grandi quantità di denaro avendo inoltre un enorme impatto sul modo in cui vengono eseguite ed elaborate le fasi caratteristiche dello sviluppo di un progetto. Il Project Manager deve stare al passo con queste tendenze per assicurarsi di trarre vantaggio dai vantaggi.

3) Gestione ibrida del progetto

Non c’è dubbio che anche dopo che la crisi sanitaria globale si sarà placata, un modello di lavoro ibrido continuerà ad esistere. Tuttavia, ci sono degli evidenti vantaggi nell’interazione che sarà difficile poter rimpiazzare. Ciò creerà sfide non solo per la comunicazione, la gestione e l’esecuzione, ma anche con la nuova tecnologia che dovrà adattarsi a un modello sempre più ibrido in cui la forza lavoro è sia remota che fisica.

4) Visibilità

Durante la pandemia, tutti i nostri progetti hanno richiesto una maggiore visibilità e collaborazione da parte del management per ottenere una maggiore produttività. Le aziende hanno dovuto imparare a diventare flessibili, agili, ruotare rapidamente, rispettare le tempistiche dei progetti ed eseguire per essere competitive, il che continuerà in un mondo post-pandemico.

Formazione professionale e aziendale per professionisti

In collaborazione con GEMA Business School, Virvelle offre un percorso di Project Management che aiuta i project manager a sviluppare le competenze necessarie per gestire i progetti nel mondo post Covid-19. PMI® aggiorna l’esame PMP® ogniqualvolta viene rilasciata una nuova edizione del PMBoK®. Lo fa per mantenere la rilevanza dell’esame man mano che la figura del Project Manager evolve. Negli anni scorsi tali cambiamenti periodici sono stati minimali. Questa volta no.
In passato, l’esame era basato su cinque domini, corrispondenti alle cinque aree del ciclo di vita di Project Management descritte nel PMBoK.
Il nuovo esame, invece, è basato su tre soli nuovi domini:

  • People – dedicato alle competenze e alle attività associate all’efficace conduzione di un team di progetto.
  • Process – dedicato agli aspetti tecnici della gestione di un progetto
  • Business Environment – dedicato al legame tra progetti e strategia organizzativa.

In quest’ottica rivoluzionaria, la principale sorpresa è questa: Diventare Agile. Circa la metà del nuovo esame PMP® riguarderà approcci predittivi di Project Management, mentre l’altra metà riguarderà approcci agili o ibridi. Gli approcci predittivi, agili e ibridi si troveranno in tutte e tre i domini, e non saranno isolati in un dominio specifico.

L’obiettivo, aggiornato, è quello di padroneggiare le quattro chiavi del successo e apprendere le competenze necessarie per avviare e monitorare progetti complessi, valutare rapidamente cosa funziona e cosa non funziona e superare le sfide dettate dai nuovi modelli di comunicazione, integrando di continuo la filosofia agile alla conoscenza dei processi e degli strumenti di Project Management, e riconoscendo infine un ruolo centrale alla persona e alla creazione del valore di business per il cliente.

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18 Marzo 2021

Rosita Sosto Archimio
Rosita Sosto Archimio